Blast from the past.
Radiant Silvergun è inizialmente stato lanciato come coin-op su hardware ST-V
(l'equivalente da sala di Saturn), anche se in origine il progetto prevedeva
un esordio proprio sulla console Sega. Versione da casa e da sala (entrambe
disponibili nell' edizione per Saturn) differiscono per un certo numero di
caratteristiche: nella prima, il boss gigante Xiga elargisce un bonus di
1.998.530 punti (a celebrare l'uscita del gioco avvenuta il 30 maggio 1998)
e le cut-scene animate sono interamente doppiate.
giovedì, 26 luglio 2007
Negli ultimi anni il Videogioco aveva preso una brutta piega. Lo sviluppo era diventato una roba troppo grossa da gestire e troppo costosa e piena di rischi per i produttori. Così team sempre più grandi hanno iniziato a creare giochi sempre più standardizzati per rischiare meno e vendere di più. Giochi tutti uguali e sempre meno possibilità per i piccoli studi indipendenti e le loro idee (talvolta seplici ma incredibilmente originali) di raggiungere il consumatore. Ovviamente ci sono state le eccezioni: sono usciti (e meno male) giochi splendidi, Nintendo ha spinto nella direzione inversa con console semplici e poco potenti ma dall'enorme potenziale creativo (e il mercato le ha dato ragione!) ma la situazione non era molto rosea per noi vecchi nostalgici di tetris...
Internet però ha iniziato a cambiare le carte in tavola. Hacker di vecchia data e programmatori talentuosi hanno visto la possibilità di raggiungere il cliente tramite la rete e vendere le proprie idee senza passare da canali produttivi e/o distributivi assolutamente irraggiungibili. Sono nate così nuove realtà dsitributive che hanno dato la possibilità a piccoli studi di sviluppo di veder realizzate le loro idee. Oggi tutto questo è consolidato e basta fare un nome: PopCap games. Chi di voi ormai non ha fatto una partitina a Zuma?
Il successo clamoroso (leggevo un articolo in proposito su una rivista specializzata) di PopCap games e realtà simili ha confermato che il bisogno di giochi semplici, leggeri ma creativi e originali non si spegnerà mai. Come diceva il grande Alexey Pajitnov (il creatore di Tetris) i computer ed i giochi sono cambiati in questi anni ma il nostro cervello è sempre lo stesso, ergo una buon gioco di venti anni fa rimane un buon gioco anche oggi, godibile e stimolante per intere nuove generazioni di videogiocatori. E il videogioco alla fine, quello vero, nasce sempre e solo da questo: da una buona idea. Che poi è difficilissima da avere, non si può negare ed infatti di giochi buoni ce ne sono pochi nonostante l'oceano di prodotti là fuori.
Se per ogni sistema informatico esistente è stata programmata una versione di tetris ci deve essere un motivo non trovate?
E c'è un gioco che mi ricorda tanto il glorioso successo dei mattoncini colorati che cadono, non tanto a livello di game design ma di tutto ciò che sta attorno al suo successo e alla sua storia.
Si tratta di Zuma, grande successo di PopCap games. Di questo gioiellino sono stati effettuati porting per i più svariati sistemi (c'è pure per per l'iPod!!) e il suo design additivo ha già contagiato migliaia di persone.
Ciò che però mi incuriosiva era approfondire l'aspetto del suo design e di cercare legami con altri giochi per capire dove e come si è partiti per la sua ideazione e per chiarire dove inizia e dove finisce l'imitazione di altri schemi di gioco. E' indubbio che per uno Zuma che ha successo c'è tutta una serie di cloni più o meno spudorati di game design già collaudati. E Zuma non può che ricordare Puzzle Bobble. Il concetto chiave delle tre o più bolle colorate che esplodono, che, per inciso, caratterizza centinaia di puzzle su internet, parte da lì. Ed infatti parliamo di uno dei massimi esempi di puzzle game mai creati, un gioco davvero rivoluzionario che ha creato davvero dipendenza in chi lo ha provato. Zuma però ingloba il concetto e lo applica ad uno schema del tutto nuovo. Le bolle (o sfere o palle o quello che è...) vengono sparate dal centro tramite piattaforma girevole e le bolle da colpire vengono ora presentate mediante una lunga linea che parte da un punto e NON deve arrivare a destinazione. A questo punto lo schema è fatto e lo si è arricchito con il sistema delle combo in sequenza che ha l'effetto di invertire temporaneamente il verso di scorrimento del serpentone di bolle (aggiunta fondamentale per la giocabilità ) e le immancabili sfere con poteri speciali. A mio avviso altre ispirazioni non ce ne sono e Zuma è di fatto un gioco notevole: grande originalità e design additivo. Questo basta a renderlo un gioco di successo (meritato aggiungerei). Non lo metto nell'olimpo dei videogiochi, dove stanno quelli totalmente orignali e/o rivoluzionari ma cavoli, ad avercene di giochi così!
Ma Zuma chi lo ha inventato. O, meglio, il concetto originale a chi o a quale compagnia lo possiamo attribuire? Perchè la cosa non è molto chiara, almeno dalle prime indagini su internet. Sembra che il concept già fosse stato utilizzato da una compagnia Giapponese negli anni 90. Qui bisogna indagare... alla prossima!
martedì, 10 ottobre 2006
E anche il primo episodio della terza stagione di lost è andato... tanta attesa e altissime aspettative che, chiariamolo subito, non sono andate deluse. Ovviamente la fine dell'episodio arriva sempre troppo in fretta trattandosi di Lost ma anche questa terza fase delle avventure dei nostri dispersi è strepitosa.
Prima di tutto complimenti davvero agli autori che hanno saputo replicare l'exploit dell'inizio della seconda stagione con un inizio della terza altrettanto clamoroso. Come rimanemmo a bocca aperta nella sequenza che vedeva un uomo (il poi rivelatosi Desmond) alle prese con la vita di tutti i giorni (doccia, colazione, cyclette etc.) che al suono di un esplosione si armava di tutto punto e attivava una serie di canocchiali con sistema a specchi che praticamente ci rivelava, con un notevole shock, che eravamo dentro la famosa botola anche all'inizio della terza gli autori sono riusciti a travolgerci di nuovo con una sequenza davvero mozzafiato. Ormai nella mia classifica personale degli episodi più belli mai visti in tv di ogni serie ci sono gli episodi iniziali di queste ultime due stagioni di lost, non fosse altro per i primi 5 minuti più sconvolgenti che abbia mai visto in tv! Il resto dell'episodio non è poi da meno ma dovrete passare sul mio cadavere prima che io sveli qualcosa della trama dato che molti ancora non l'avranno visto e non voglio spoilerare niente. Ovviamente però, nel più tipico stile di lost, arrivano le risposte ma arrivano insieme anche altre domande e misteri e ancora le matasse da sbrogliare sono tante. Ottimo inizio però per una stagione che si rivela davvero interessante ed esaltante al punto giusto e che, ahimè, ci verrà svelata con il contagocce (un episodio a settimana più eventuali pause...).
Promosso quindi a pieni voti questo primo episodio passo a segnalarvi una gradita scoperta che ho fatto in questi giorni. Ho trovato un po' per caso girovagando tra i siti dedicati a lost il podcast italiano omonimo. Condotto dal simpatico Paolino è un podcast amatoriale ma che sprizza passione e impegno e che sta avendo davvero un grandissimo successo tra i fans della mitica serie americana. Interessantissime le rubriche dedicate ai lost books ovvero i libri che in qualche modo hanno ispirato gli autori di Lost o che hanno molte similitudini con la storia così come lo speciale dove vengono esaminati i punti di contatto di lost con il mitico Twin Peaks, altro grande telefilm ricco di misteri. Il podcast è allineato con le puntate in onda sul canale satellitare Fox di Sky quindi fino all'episodio otto (nel momento in cui scrivo) della seconda stagione ma ne consiglio comunque l'ascolto in quanto troverete senz'altro spunti e riflessioni interessanti anche se siete allineati alla programmazione americana. L'indirizzo è il seguente: www.lostpod.it/
Bene, ed ora l'attesa è per dopodomani con il secondo attesissimo episodio di questa terza stagione.
Presto voglio parlarvi però anche di due nuove serie che sono iniziate insieme a Lost: una è Jericho, serie della CBS che sembra promettere bene e l'altra è The Nine che viene trasmessa subito dopo Lost sulla ABC. A presto.
giovedì, 05 ottobre 2006
Ci siamo... Giovedì 5 Ottobre 2006 ore 6.00 AM ora Italiana...

martedì, 03 ottobre 2006
Lost
Oddio... dopo una pausa forzata di parecchi mesi finalmente siamo arrivati all'evento. Eh si perchè ragazzi, domani sera in America va in onda il primo episodio della Terza Stagione di Lost!! Dopo l'incredibile conclusione della seconda stagione si saprà cosa è successo ai nostri dispersi... non voglio svelare niente per chi non ha ancora visto la seconda stagione in onda attualmente sul canale SKY Fox ma dopo una conclusione assolutamente spettacolare e allo stesso tempo bastardissima per come ti lascia in sospeso (il famoso cliff-hanger stile J.J.Abrams... che ha fatto pure bestemmiare la mia ragazza che notoriamente è super calmissima...) credetemi! l'attesa per questo nuovissimo season premiere è stata interminabile... evvai! prepariamo le bibite e gli snack che venerdì si organizza la visione! e vi scriverò le prime impressioni a caldo!!
mercoledì, 13 settembre 2006
Tutti Al Cinema. (2)
Torno incredibilmente a scrivere su questo sperduto blog alla deriva nel grande mare della rete. In questo periodo ci sono state un sacco di cose che mi hanno tenuto impegnato tra cui la non facile impresa (e non ancora terminata) di comprare casa...
Poco più di un mese di silenzio e sono accadute tantissime cose di cui ho voglia di parlarvi. E cosa c'è di meglio se non iniziare con due recensioni belle acide sugli ultimi 2 film che ho avuto la (s)fortuna di visionare ultimamente? Ma si dai, non vedo l'ora...
Iniziamo con un gradito(?) ritorno: Superman Returns.
Allora, Bryan Singer non è male come regista e, anzi, aveva dato prova di saperci anche fare con le trasposizioni su grande schermo degli eroi marvel (e che ora stanno inflazionando il mercato) realizzando due film tutto sommato buoni sugli X-Men. E infatti mi è difficile capire i motivi per cui il nostro non abbia continuato con la serie dei mutanti che ci sarebbe potuta scappare una ottima trilogia e avrebbe guadagnato molta stima come regista. E invece no! Ti abbandono la serie con Wolverine e faccio Superman. Uno pensa che ci siano dei validi motivi per questa scelta: probabilmente ha una buona storia e conta di realizzare davvero la pellicola definitiva sull'eroe in calzamaglia blu. I soldi non sono un problema e le doti tecniche neppure ma...
alla luce del risultato ottenuto si può tranquillamente affermare che sarebbe stato meglio se Superman se ne fosse restato a casa invece di fare ritorno nel 2006 sui nostri schermi. E si perchè di film, stavolta, non ce n'è neppure l'ombra. Singer si limita a portare su schermo la storia più banale di superman, quella che mio nonno si immaginerebbe di vedere in un film di superman: il cattivo pazzo e idiota che non si sa per quale strana ragione cerca di realizzare un progetto assolutamente pretestuoso e irrealizzabile, il buono che torna dall'amata che nel frattempo si è messa con un altro e ha un figlio che poi si sapeva di chi era realmente e così via in un accozzaglia di stereotipi da film action anni 80. Singer tenta anche di infilare nel film il lato umano del supereroe ma questa volta non è fortunato come in X-Men dove davvero il dramma interiore dei mutanti e il loro rapporto con la società coinvolgeva lo spettatore. Qui gli aspetti interiori di eroi e umani vengono appena accennati per poi svanire davanti alla nullità della storia. Unica cosa bella sono gli effetti speciali, davvero ben fatti, ma vorrei anche vedere! dato il budget del film. Oggi ci sono tanti studi che con grossi capitali ti fanno degli effetti speciali di prim'ordine quindi la cosa non è che faccia tanto scalpore oggi come oggi e poi, diciamolo, Singer non è Peter Jackson e non è neanche Cameron: gente che ti fa film action pieni zeppi di effetti speciali e che non dimentica neanche per un istante che quello che sta facendo fondamentalmente è il buon vecchio Cinema... Singer invece se ne è soltanto dimenticato. Tra una scena action e un effetto spettacolare si è scordato di metterci anche un film. Peccato. Aspettiamo una nuova prova, speriamo buona stavolta dal buon Bryan.
A presto con la recensione della seconda (ahimè) visione...
martedì, 25 luglio 2006
Oggi si è ufficializzata la notizia della mega acquisizione da parte di AMD di ATI. L'operazione tra i due colossi informatici è notevole prima di tutto sul fronte commerciale dato che stiamo parlando di un operazione di 5,4 miliardi di Dollari sia su quello prettamente tecnologico che vedrà insieme i due grandi produttori di hardware negli sviluppi futuri. Io, come felice utente di lunga data sia di AMD che di ATI, spero che a questo punto l'integrazione (e conseguente ottimizzazione) tra CPU e Sk Video diventi ottimale magari assistendo alla nascita di mother board con finalmente un hardware video di livello decente già integrato. L'operazione è interessante anche nell'ottica di sviluppi futuri nel mondo dei notebook. Staremo a vedere. Ora torno a giocare a Prey con i miei fidi Athlon XP 64 e Ati Radeon X800 che l'ho quasi finito...
martedì, 04 luglio 2006
Tutti Al Cinema. (1)
Esce il 14 Luglio, finalmente anche da noi, Kyashan La Rinascita, film uscito già da molto tempo in Oriente con il ben più famoso titolo: Casshern. Noi amanti del cinema asiatico abbiamo già avuto l'opportunità di vederlo parecchi mesi fa in originale con i sottotitoli e di definirlo, a seconda dello spettatore, capolavoro o delusione. Io appartengo a coloro che lo hanno definito capolavoro e non mancherò di vederlo al cinema dato il contenuto altamente spettacolare di molte scene. L'unico dubbio o freno che ho è il doppiaggio che spesso in questi casi si dimostra clamorosamente non all'altezza. Il film è tratto dalla mitica serie degli anni 70 Kyashan Il Ragazzo Androide rimasta nei cuori di molti appassionati. E' bene dire subito che il film trae solo ispirazione dalla celebre serie e lo sviluppo della trama è ben diverso in molti punti, anche nei personaggi. Ad ogni modo un film curatissimo e stilisticamente molto particolare. Tanta tanta CG che incredibilmente però non stona nella surreale ambientazione del film e, anzi, rende, insieme alla maestosa colonna sonora, davvero epocali le scene di combattimento (pochissime, è bene precisarlo perchè questo NON è un film d'azione). I temi della pellicola sono molti e impegnativi: guerra, ecologismo, amore, genetica ed il film, pur nei suoi limiti riesce a mio parere ad emozionare, e molto. Per alcuni, ripeto, capolavoro, per altri delusione ma rimane un opera del tutto particolare: visivamente immenso con una fotografia curata all'estremo (il regista viene dal mondo dei videoclip e si vede) dalla durata non facile (2 ore e mezza!) e dai temi non banali che, con il suo meraviglioso e onirico finale riesce davvero emozionare lo spettatore in un unico, grandioso viaggio cinematografico.
mercoledì, 28 giugno 2006
Mondo Bizzarro, The Movies... (1)
Inauguro questo piccolo spazio dedicato ai film più bizzarri, curiosi e strani in cui mi sia capitato di imbattermi con un opera che, ne sono assolutamente certo, difficilmente potrò anche solo eguagliare nella sua bizzarria nei prossimi appuntamenti.
E si perchè la locandina che potete vedere qui sotto già dice tutto. Le parole sono assolutamente inutili nel sottolineare l'eccentricità dell'opera in questione. Signore e signori... The Calamari Wrestler!!
La trama in sintesi: un calamaro gigante vuole diventare un campione di wrestling e per questo ci metterà tutto l'impegno, la dedizione e la volontà andando contro tutto e contro tutti combattendo, nella lunga e dura strada verso la meta, con avversari di varia natura come polipi giganti e gamberetti pugili. D'altronde si sa, per un calamaro, la strada per diventare un supercampione è più dura rispetto agli altri...
Non credo ci sia altro da per capire che VA VISTO ASSOLUTAMENTE!!!! infatti mi sto già attrezzando con il bit torrent...
Qui trovate anche una recensione completa, in inglese, del film in questione.

lunedì, 26 giugno 2006

Ieri la morosa era al lavoro ed io, a Firenze il 26 Giugno, con quasi 40 gradi di temperatura e un afa generale altissima ho pensato bene di far cosa? ma giocare col tappetino da ballo a Dance Dance Revolution ovviamente!! In effetti è stato alquanto bizzarro giocare ad un videogioco con bottiglia d'acqua ed asciugamano a portata di mano... ad ogni fine partita ero in condizioni davvero pietose... questo gioco fa sudare, e tanto... però che divertimento!! Non pensavo fosse così godibile. All'inizio ero spaesato ed i piedi mi si attorcigliavano continuamente ma poi, grazie anche all'aiuto degli ottimi tutorial all'interno del gioco, ho capito un po' le tecniche di base e da lì in poi è stata davvero una droga: spettacolo puro! non ci posso fare niente, per me il videogioco è questo: immediatezza e divertimento puro e semplice, specialmente con metodi di controllo originali e/o alternativi e questo DDR incarna questi concetti alla perfezione. Ok, ora compro un altro tappetino perchè si sa che con questo genere di giochi è in due che il divertimento impazza... e poi c'è pure la modalità double: un giocatore, due tappetini e tanto tanto sudore... una sfida all'ultimo passo di danza. Consigliatissimo a tutti! Uno dei modi più divertenti per videogiocare e poi c'è anche la modalità Diet-Mode che prende nota delle calorie bruciate ad ogni ballo e vi tiene conto delle performance giorno per giorno. Si dimagrisce divertendosi quindi! Niente miracoli alle alghe! Dance Dance revolution: sodisfatti o rimborsati... d'accordooo!?!? Ok, la pianto...
Altra cosa da non sottovalutare poi sono le innumerevoli canzoncine jappo delle varie idol che, unite agli strani e bizzarri personaggi che ballano con voi sullo schermo rappresentano un coktail davvero esplosivo!!
giovedì, 22 giugno 2006
a proposito di Dance Dance Revolution, c'è da dire che ha anche un bell'effetto collaterale come si evince dalla mitica foto qui sotto... altro che creme dimagranti stile wanna marchi...

i videogiochi non fanno male! eh beh!